San Chirico Raparo è un comune italiano di 946 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Si trova a 780 s.l.m. e confina con Calvera, Carbone, Castronuovo di Sant'Andrea, Armento, Castelsaraceno, Gallicchio, Roccanova, San Martino d'Agri, Spinoso. Sorge su uno sperone roccioso che si affaccia sulla valle del Racanello, nei pressi del Monte Raparo.
Rafanata: tipico piatto di origine contadina ottenuto con maccheroni fatti in casa conditi con rafano.
Francesco De Sarlo (San Chirico Raparo 1864- Firenze 1937): filosofo e psicologo. Nel 1900 ottiene la cattedra di filosofia teoretica nell’Istituo di studi superiori di Firenze. Fonda il Laboratorio di psicologia sperimentale, entra in contrasto con Benedetto Croce e Giovanni gentile, affermando che il metodo conoscitivo doveva essere comune per gli uomini di filosofia e scienza, in quanto entrambi impegnati nello stesso campo d’indagine. Pubblica il saggio “I dati dell’esperienza psichica”. Firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce. Fonda il periodico “La cultura filosofica” e si dedica all’attività della psicologia concentrandosi in campo epistemologico.
Le origini e i ritrovamenti archeologici:
Le ipotesi sulle origini del paesino della provincia potentina vertono verso due direzioni: la prima è quella che colloca la sua fondazione sull’antica città di Polisandra i cui resti sono stati rinvenuti presso la fonte Puzzandrana; la seconda in...
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Il grazioso borgo di San Chirico Raparo sorge nel cuore pulsante del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, immerso nella natura. Nel punto più alto del paese si colloca, come una vedetta, la Torre San Vito che si impone sul suggestivo panorama a valle. Il centro storico è caratterizzato da vicoletti, chiese e palazzi nobiliari che lo rendono un piccolo gioiello architettonico che incuriosisce il visitatore, collocato uno sperone roccioso a dominio della valle del torrente Ravanello. Sulle pendici del monte Raparo, da cui prende il nome il paese, si possono visitare i ruderi e la grotta affrescata, di quella che era l’antica Abbazia di Sant’Angelo.
L’abbazia è un’importante testimonianza del monachesimo italo-greco nel sud Italia. Sorge a sei km dal centro abitato e risale al X secolo. I monaci sfruttarono sia la protezione del Monte Raparo che la posizione nascosta della grotta su cui fondarono il luogo di culto. Riconosciuto come Monumento Nazionale nel 1927, i lavori di restauro che hanno interessato i ruderi che ne erano rimasti, hanno riportato in auge anche la grotta sottostante, caratterizzata da stalagmiti e stalattiti. Al suo interno è stata rinvenuta una colonia di pipistrelli ed un affresco di San Michele.
Torre San Vito sorge sul punto più alto del paese su uno sperone di roccia grigia che guarda verso l’alta valle del Ravanello, ben visibile in tutta la sua mole, fin da lontano, molto prima di giungere in paese.
L’attuale struttura risale al 1814 e sorge su un’antica chiesa risalente al IV secolo dedicata a San Pietro. Ha pianta a croce latina e sorge ai piedi di quello che un tempo era il castello. Al suo interno si trovano interessanti opere artistiche, tra cui un crocifisso del 1300 proveniente dall’Abbazia di Sant’Angelo, un polittico del 1500 attribuito a Simone da Firenze, un calice in argento in stile barocco ed una bellissima fonte battesimale risalente al 1500.
L’attuale struttura risale al 1814 e sorge su un’antica chiesa risalente al IV secolo dedicata a San Pietro. Ha pianta a croce latina e sorge ai piedi di quello che un tempo era il castello. Al suo interno si trovano interessanti opere artistiche, tra cui un crocifisso del 1300 proveniente dall’Abbazia di Sant’Angelo, un polittico del 1500 attribuito a Simone da Firenze, un calice in argento in stile barocco ed una bellissima fonte battesimale risalente al 1500.
L’ex convento domenicano risale al 1513; la facciata in pietra è stata rifatta nel 1909 e reca in alto due campanili a vela con campane. L’interno ha un bell’arco ogivale oltre il quale si trova l’abside che prima del terremoto del 1857 aveva un aspetto completamente diverso. Vi sono conservati nella chiesa due affreschi di Giovanni Todisco risalenti al 1548 circa. Sull’altare maggiore si trova una statua lignea della Madonna della Natività. A destra invece ci sono due parti di un altare ligneo del 1636 custodito nella Cappella di Sant’Anna.
San Chirico Raparo è circondato da alcuni dei più bei paesaggi lucani, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, arroccato su una roccia. Tutt’attorno vi sono boschi verdeggianti, come il bosco Sella del Titolo, luogo ideale per escursioni tra alberi di faggio, castagno e cerro. A pochissima distanza si trova il maestoso Monte Raparo alle cui pendici scorrono le sorgenti di acque sulfuree Santa Quaranta e Cortignano.